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Andai nei boschi … per curarmi

Di recente ha fatto molto discutere un progetto che prevede, a Roma, l’eliminazione di decine di alberi da un parco per creare un parcheggio sotterraneo. E Roma è una città già toccata dal taglio indiscriminato di alberi dai viali o dai parcheggi … Non è la sola, in Italia, dove pare che sia guerra aperta contro il verde pubblico, e non solo. E dire che altri Paesi, più ecologici di noi per cultura, ci insegnano che ogni volta  che si taglia un albero ci leviamo anni di salute! In Giappone, Australia, Svezia, Finlandia, Canada … tagliare alberi è quasi un reato. Contro la NOSTRA persona prima che contro la natura.

Ecco i malanni che gli alberi possono curare

I giapponesi hanno scritto diversi libri sui boschi come metodo curativo universale. Camminare nel verde, circondati completamente dagli alberi, dal loro fruscio e dal profumo delle cortecce, aiuta moltissimo diversi tipi di pazienti. Si è usato questo metodo con persone affette da disturbi mentali gravi, ma anche con persone affette da semplice stress da lavoro. Passeggiare nel verde funziona anche con chi è malato di diabete e di cuore. I boschi curano la depressione e sono un toccasana anche con le persone che recuperano dopo un trauma o un intervento chirurgico. La presenza di alberi è direttamente proporzionale al calo di casi di asma, in alcune città. Soprattutto nei bambini si evince che i problemi respiratori diminuiscono nei quartieri con più verde! E se tutto questo non bastasse, ricordiamo a chi ha poca memoria che gli alberi producono ossigeno e che mai come oggi, nelle nostre città, è necessario avere organismi che catturano le particelle inquinanti e ci danno in cambio aria pulita! E infine, gli alberi creano ombra, nelle nostre città sempre più afose e secche. Prima di tagliare un albero, o dieci, o un parco intero quindi pensiamo a cosa può esserci più utile nella vita: un posto macchina, o un polmone sano? (foto copyright Grazia Musumeci—Etna Nord)

Grazia Musumeci

Sicilianissima, vivo ai piedi dell'Etna e lavoro dal 1999 sia come traduttrice che come blogger. Le mie passioni, oltre la scrittura, sono la fotografia e la montagna.
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