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Ecco la “plastica di arance” che rispetta l’ambiente

E’ ancora una volta il genio italiano a scoprire la cura per uno dei mali più gravi del pianeta: l’inquinamento a lunga durata. Già, perché la plastica, una volta gettata via, non si dissolve al sole e non si elimina in pochi mesi. Occorrono a volte anche 200 anni per smaltire un tappo di plastica… figurarsi una bottiglia, un giocattolo, un gazebo! La plastica è il maggior nemico dell’ambiente, ma è anche uno dei materiali più comodi e facili da lavorare. Un modo per salvare capra e cavoli, oggi, forse c’è.

La plastica che nasce dalle arance …

Un gruppo di ricercatori italiani (Gruppo Boero e Istituto Italiano di Tecnologia) ha studiato il modo di creare materiali plastici con scarti di prodotti assolutamente naturali. Una avanguardia di questi esperimenti sono le buste del supermercato biodegradabili, ma oggi si pensa e si lavora in grande, nel senso che si può pensare di costruire oggetti molto più grandi e belli in assoluto rispetto per l’ambiente. Partendo dall’amido di mais e dagli scarti di arance e cacao, infatti, si ricavano plastiche bianche o incolore ma anche pitture arancioni e marroni che, mescolate e unite a questa plastica base, creano plastica colorata e assolutamente priva di inquinanti!

… E non solo

Con questo stesso metodo si sta lavorando sulle alghe, sulle bucce di frutta e su altri scarti alimentari e agricoli per fare in modo da sostituire del tutto la plastica chimica, anche nelle sue varie colorazioni. Le pitture sperimentali sono attualmente in fase di test presso il Centro di Ricerca e Sviluppo “Riccardo Cavalleroni” di Alessandria, in Piemonte, e promettono di rivoluzionare l’industria della plastica a favore della salute della Terra. In tal modo non si dovranno chiudere le fabbriche, ma solo cambiare metodi di lavorazione. E forse si attiveranno altri posti di lavoro, ridando vita all’agricoltura che potrà diventare fornitrice di materiali per queste lavorazioni. E non si dovrà rinunciare alla comodità della plastica in casa nostra, perché ne useremo anche più di prima nella certezza assoluta che … questa sì… una volta dismessa verrà riassorbita dalla natura da cui proviene.

Grazia Musumeci

Sicilianissima, vivo ai piedi dell'Etna e lavoro dal 1999 sia come traduttrice che come blogger. Le mie passioni, oltre la scrittura, sono la fotografia e la montagna.
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