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Ecco come rendere il Mar Morto potabile

Immaginate un enorme lago situato al centro di una delle zone più aride del mondo, dove l’uomo deve lottare ogni giorno per recuperare acqua per sé e per le piante o i propri animali. E immaginate che di quel lago, l’uomo e il suo ambiente, non possano usarne nemmeno una goccia perché ha la concentrazione salina più alta del mondo. Questo è il MAR MORTO,  tra Israele e la Giordania, un mare dove appunto non vive nessun tipo di animale o pianta (salvo alcuni micro organismi) per colpa del troppo sale.

Un gel per renderlo potabile

Ma se si potesse rendere potabile? Lo hanno pensato alcuni scienziati americani dell’Università del Texas che hanno inventato una sorta di gel in grado di catturare il sale lasciando l’acqua dolce e adatta ad essere bevuta. Direte: esistevano i dissalatori, no? E’ vero, ma per una situazione particolare come quella del Mar Morto, in cui i livelli di salinità sono davvero oltre ogni limite, i dissalatori non hanno alcun beneficio. Il gel che hanno inventato i texani invece funziona: si immerge nell’acqua posta nelle vasche a evaporare; sotto il sole l’acqua evapora e il vapore viene raccolto, concentrato e raffreddato artificialmente in modo da farlo tornare liquido e da farlo scorrere -ormai sotto forma di acqua dolce- nelle tubature. Il carico di sale invece è rimasto nelle vasche, “intrappolato” nelle molecole del gel. Applicato ai dissalatori, questo gel velocizza il loro lavoro e lo migliora ulteriormente il che significa una maggior produzione di acqua potabile e un minor spreco energetico per il sistema di dissalazione. Dunque risparmio e convenienza per tutte le terre intorno al grande lago, che vivono di agricoltura e pascolo e non hanno un livello elevato di ricchezza, quanto a economie statali.  Un’idea felice in prospettiva della drastica diminuzione delle sorgenti per tutto il mondo, non solo per Israele, e nella triste visione di un futuro in cui dovremo cominciare a “bere” i nostri mari … !

Grazia Musumeci

Sicilianissima, vivo ai piedi dell'Etna e lavoro dal 1999 sia come traduttrice che come blogger. Le mie passioni, oltre la scrittura, sono la fotografia e la montagna.
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