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Enzima per caso … però “mangia” la plastica

Questi scienziati che letteralmente “giocano” con la materia, manipolandola e trasformandola a loro piacimento, diciamo la verità ci mettono un po’ paura. Si credono talmente simili a Dio da prendere un enzima, già esistente in natura, e giocare a cambiargli i connotati artificialmente per vedere l’effetto che fa. Ma a volte, giocando giocando, si trovano soluzioni impensate. Come quello che è successo al team anglo-americano che ha creato dal nulla “l’enzima mangia plastica”.

Un enzima modificato per caso

Non è il primo esperimento in tal senso, infatti solo da poco siamo venuti a conoscenza dei “batteri mangia plastica” che possono consumare una bottiglietta di Pet in pochi giorni… ma qui siamo ancora più avanti. Mentre infatti gli scienziati analizzavano uno degli enzimi usati per digerire la plastica, da parte di questi batteri, per un “errore” ne hanno modificato la struttura e hanno creato  un mostro … nel senso positivo del termine, però. Perché l’enzima modificato artificialmente digerisce e distrugge la plastica, anche la più difficile da smaltire come appunto i Pet, più velocemente del batterio naturale!

Una potente arma contro la plastica

Adesso si tratta di vedere come inserire l’enzima nell’ambiente, magari trasformandolo in un prodotto a diffusione industriale, in modo da poterlo fare agire su larga scala in tutto il mondo. Bisogna impiegare tutte le menti di biotecnologia, chimica, ricerca medica per trasformare questo micro elemento nato letteralmente per caso, per sbaglio, in una delle più grandi armi anti inquinamento mai pensate. Nei nostri mari viaggiano isole di plastica che messe insieme coprono la superficie di un grande stato. Eliminarle è impossibile, a meno che … non le si faccia letteralmente sparire dalla superficie della terra, o in questo caso dell’acqua.

Grazia Musumeci

Sicilianissima, vivo ai piedi dell'Etna e lavoro dal 1999 sia come traduttrice che come blogger. Le mie passioni, oltre la scrittura, sono la fotografia e la montagna.

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