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Chef Cracco declassato. Tolta una Stella Michelin

Il cattivissimo dei fornelli televisivi deve parare una brutta batosta. Il ristorante di Carlo Cracco, uno dei più famosi e di qualità d’Italia, perde una stella Michelin. Come a dire che perde un consenso importante, come se un hotel cinque stelle Lusso perdesse quella “L” che fa la differenza. Ma la guida Michelin per la buona cucina è come la Bibbia. Non la si può contraddire e questo Cracco lo sa bene.

Uno chef molto impegnato

“A volte si sbaglia” è stato il suo saggio e scarno commento, ripetuto anche alle “Iene” che gli hanno fatto lo scherzo di presentarsi con alcune stelle “alternative” per consolarlo. Ma Carlo Cracco – che veste controvoglia i panni del “cattivo” nei reality in TV- è un uomo di grande spirito, ama ridere e soprattutto ama FARE. La sua vita è in pieno fermento: prima dell’inizio del 2018 il suo ristorante si trasferirà definitivamente nella nuova e meravigliosa sede in Galleria Vittorio Emanuele, proprio nel cuore di Milano; un nuovo locale sta per aprire presso una vecchia segheria nella periferia sud della città, il  “Carlo e Camilla”; Cracco gestisce anche un vecchio distributore AGIP degli anni Cinquanta dove ha aperto un bistrot show-room con tanto di muso della Ferrari scolpito a mano; società di investimenti da milioni di euro fanno capo alla Cracco Investimenti per una fatturazione totale da più di 7 milioni di euro.

Chef Cracco non si arrende

Insomma, certamente la stella in meno non è stato un trauma per chef Cracco, anche se come cuoco di alto livello sicuramente si starà chiedendo se non abbia tolto troppo tempo alla cucina per rivolgerlo ad altro. Ma se gli sbagli accadono, lui ha certamente la stoffa per rimediare. Nato nel 1965, allievo di Gualtiero Marchesi a Milano e di Alain Ducasse a Parigi, dopo anni di pratica all’estero torna in Italia e rileva una enoteca fiorentina, la Pinchiorri, che sotto la sua guida ottiene per la prima volta le famose Tre Stelle Michelin. Uno così non si fa abbattere da qualche errore (un piatto presentato male, una preparazione di tavola imperfetta…) che possa aver portato la Michelin a ridurre il giudizio di qualità. Si sentono già le pentole che tintinnano…e chissà cosa ci riserverà per il futuro.

Grazia Musumeci

Sicilianissima, vivo ai piedi dell'Etna e lavoro dal 1999 sia come traduttrice che come blogger. Le mie passioni, oltre la scrittura, sono la fotografia e la montagna.

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