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Ford F-150 Raptor: un pick-up senza limiti, alla conquista delle vette più elevate [Test Drive]

Raccontare la mia esperienza a bordo di Ford F150 Raptor potrebbe richiedere un’intera giornata perché mi sono letteralmente innamorato della macchina e potrei parlarne per ore. Da un certo punto di vista non c’è supercar che tenga: la Ford F150 Raptor a mio avviso è il veicolo perfetto al prezzo ideale, peccato che al momento non sia in previsione una sua importazione in Italia.

Cercherò di spiegarvi le ragioni di questa mia affermazione.

Il progetto nasce quasi per caso: c’è da spostare un Ford F150 Raptor da Milano a Zurigo dove alcuni colleghi svizzeri devono realizzare un servizio e quindi quale migliore occasione per farne uno shooting fotografico in montagna?

Mi studio quindi un itinerario con partenza da Milano per raggiungere una località segreta della Francia dove realizzare una serie di scatti in alta montagna, a quasi 3.000 metri di quota.

Iniziamo col dire che il Ford F150 Raptor è un’auto che non esiste in Europa e che può essere acquistata solo tramite importatori specializzati in veicoli made in U.S.A.. Vederla e guidarla è una cosa più unica che rara e sono molto grato a Ford per avermi concesso questa grandissima opportunità.

Ford F150 Ratptor – la genesi

Il mio primo incontro con il Ford F150 Raptor (che prende il nome da un caccia americano) è stato un paio di anni fa in occasione del NAIAS di Detroit (North American International Auto Show) dove ho partecipato in qualità di addetto stampa proprio in compagnia degli amici di Ford.

Sempre in occasione di quel viaggio ho avuto la fortuna di visitare lo stabilimento Flat Rock di Detroit dove vengono costruite diverse auto dell’ovale blu e proprio da allora mi è rimasto il pallino di poter guidare, un giorno, questo mostro su ruote tassellate.

Incomincio col dirvi che il Ford F150 Raptor non è un “classico” F150 con qualche adesivo ma una vera propria versione indipendente che vuole estremizzare (senza strafare) un veicolo che domina il mercato statunitense dei pick-up da oltre 20 anni.

Alluminio e sospensioni Fox sono solo alcuni degli elementi che caratterizzano questa versione così speciale.

Il ritiro al concessionario

Il primo contatto con l’alieno blu è imbarazzante perché l’auto, targata Michigan (Stati Uniti d’America), ha dimensioni spropositate e ovviamente attira gli sguardi di ogni persona nel raggio di km. All’inizio la guida in città è lenta e goffa per via delle dimensioni non proprio “europee” ma devo ammettere che dopo un po’ di pratica ci si abitua e si riesce a destreggiarsi anche nel traffico cittadino.

Scordatevi ovviamente di poter parcheggiare al primo colpo perché con i suoi 5,6 metri di lunghezza richiede spazio abbondante ma soprattutto scordatevi di poter accedere nella maggior parte dei parcheggi sotterranei perché l’altezza dal suolo risulta un problema, specie negli esercizi che offrono una scarsa altezza.

È chiaro comunque che non si tratta di un’auto da città ma di un mezzo a proprio agio in tutt’altro contesto ed è proprio fuori città che voglio dirigermi.

Gli interni del Ford F150 Raptor sono eleganti e sobri in tipico stile Ford e ovviamente lo spazio non manca. Le prese accendisigari, che sono da dotazione base di ogni automobile, nel Ford F150 Raptor sono solo il punto di partenza di un intero sistema di supporto ai passeggeri che inizia dalle molteplici porte USB ed arriva a ben due prese elettriche da 110V (standard americano) da 400W di assorbimento massimo (che oggettivamente non è poco). Il display centrale, che trova posto sopra i pulsanti che regolano la climatizzazione, contiene le funzioni principali del veicolo. Dopo un attimo di smarrimento mi accorgo che il navigatore non è utilizzabile perché la versione che guido è predisposta per il mercato americano e ovviamente non ha alcun tipo di cartografia europea.

Tra il contagiri e l’indicatore di velocità c’è un secondo computer di bordo con un display dalle dimensioni importanti che, oltre alle classiche informazioni di viaggio, presenta tutta una serie di dati riguardanti la guida in fuoristrada e l’eventuale rimorchio.

La guida in autostrada scorre con una semplicità imbarazzante e in un silenzio surreale dato dalla buona insonorizzazione del veicolo che dovrebbe invece fare rumore, visto lo pneumatico tassellato. Il viaggio viene supportato da sistemi di ausilio alla guida quali line keeping e cruise control adattivo che mantiene in automatico la distanza dal veicolo che precede. Come sempre non si tratta di guida autonoma ma di sistemi di supporto al conducente che deve sempre mantenere l’attenzione a ciò che lo circonda, ma fanno molto comodo specie sulle lunghe tratte.

La guida in fuoristrada

In fuoristrada non c’è limite alle condizioni che questo concentrato di tecnologia possa affrontare. Vuoi per i generosi pneumatici, vuoi per il sistema di sospensioni della Fox appositamente progettato per questa Ford F150 Raptor che permette di raggiungere mete inimmaginabili per un’auto di una simile mole. Molto del merito va anche al sistema di gestione del differenziale ed alla trazione che può essere ripartita sulle ruote posteriori oppure sui quattro pneumatici. In condizioni di scarsa aderenza, forte pendenza e lieve pioggia ho scalato la vetta delle alpi francesi.

Se la salita non è un problema potrebbe esserlo la discesa visto che il peso del pick-up è importante, nonostante il massiccio utilizzo di alluminio. Entra quindi in gioco il sistema hill descend assist che ripartisce autonomamente la frenata sulle ruote per garantire una discesa lenta ma sicura.

Le modalità di guida Normal (un modo educato per dire “economy”), sand, rain, rock, sport e baja supportano anche i piloti meno esperti e permettono di affrontare ogni ostacolo.

Ford F150 Raptor, come tutti i fuoristrada che si rispettino, offre una serie di modalità di guida che possono essere utilizzate a seconda del contesto. La più interessante di tutte e soprattutto quella che caratterizza questa specifica versione è la modalità Baja (si pronuncia BAHA), appositamente progettata per la guida ad altissima velocità su terreni sconnessi. La modalità Baja tiene le turbine sempre al giusto numero di giri per offrire una guida reattiva, estrema e divertente. Unica nota: si sfrutta bene nelle grandi pianure e non nelle rocciose salite come quelle che ho fatto io.

I consumi del Ford F150 Raptor

La domanda che mi hanno fatto tutti quanti riguardo questo Ford F150 Raptor riguarda i consumi e probabilmente sareste colpiti dall’apprendere che non consuma tanto. Chiaramente il tutto va proporzionato al fatto che si tratta sostanzialmente di un palazzo che cammina su ruote tassellate.

Il fatto di avere introdotto motore V6 biturbo, invece di un V8 aspirato ha ovviamente migliorato in maniera importante i consumi e se a questo sommiamo il fatto che il propulsore appartiene alla famiglia EcoBoost ecco svelato il segreto di un’auto che, nella tratta Milano Zurigo, ha saputo tenere una impressionante media di 9,8 litri per 100 km.

Chiaramente i rigidi limiti di velocità svizzeri hanno giocato notevolmente a favore di questo risultato ma intanto il risultato c’è e soprattutto è stato raggiunto in condizioni “reali” di utilizzo.

È chiaro che una macchina benzina da 450 CV e 510 Nm di coppia è pronta a dare ben altro che una monotona andatura da autostrade svizzere e quindi i consumi, utilizzando il pedale dell’acceleratore in maniera più disinvolta, salgono notevolmente ma intanto il motore EcoBoost si è dimostrato generoso e parco nei consumi.

Nota fisiologica a tutto questo discorso riguarda il motore biturbo che fisiologicamente presenta un minimo di ritardo nella risposta dell’acceleratore. Si tratta di un problema fisiologico dato dall’introduzione delle due turbine che tuttavia può essere risolto semplicemente spostando la modalità di guida da “normal” a “sport”. La modalità di guida ordinaria ha infatti il compito di massimizzare il risparmio di carburante e quindi tende a lasciare il propulsore a riposo il più possibile. La modalità dedicata alle prestazioni il motore risulta invece relativo è sempre pronto ad ogni richiesta di potenza. Risulta chiaro che la guida diventa più nervosa e poco piacevole per i passeggeri ma in questo caso i ritardi sono sostanzialmente azzerati, ovviamente al costo di consumi che possono diventare importanti specie se si cercano le massime prestazioni.

Tornando al sistema di trasmissione c’è da dire che in ambito cittadino ed extra urbano gioca un ruolo fondamentale il nuovo cambio a 10 rapporti (quello che sarà montato sulla prossima versione di Ford Mustang) che si comporta benissimo e soprattutto che permette di tenere un’andatura lineare e senza salti. Capita quindi di trovarsi in settima marcia a 60 km/h, in decima in autostrada ma prontamente in settima a 130 se si desidera avere spunto per un sorpasso improvviso.

Conclusione

Penso sia stata una delle esperienze più entusiasmanti di tutta la mia vita anche perché ho avuto l’opportunità di guidare su strade che non avrei potuto percorrere con quasi nessun altro veicolo ma soprattutto perché ho avuto l’opportunità di guidare uno dei sogni nel cassetto che custodivo da ormai un paio di anni. All’inizio di questo mio articolo ho sostenuto che il Ford F150 Raptor è quasi la macchina perfetta perché a mio avviso sta coniugare al meglio le esigenze di sportività, praticità e comfort in un mix del tutto unico ad un prezzo (negli Stati Uniti) inarrivabile per qualsiasi altro competitor. Certamente in Europa sarebbe un problema tuttavia c’è da dire che in Italia probabilmente potrebbe essere immatricolato come autocarro e quindi potrebbe beneficiare delle agevolazioni previste per legge per questa tipologia di vettura e in condizioni ordinarie potrebbe arrivare a pagare cifre importanti da bollo e assicurazione.

Vi lascio con le mie immagini.

Alessio

Ingegnere (anche conosciuto come LINGEGNERE, tutto attaccato) da sempre appassionato di fotografia applica il suo talento a vari settori quali le automobili, le moto ed il turismo. Viaggiatore seriale sempre in bilico tra due mondi: quello serio fatto dalla giacca e dalla cravatta e quello più leggero, fatto dall'avventura zaino in spalla. Cercate i suoi lavori, seguitelo sui social.

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