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Insonnia e apnee notturne mettono a rischio sicurezza in auto

Insonnia e apnee notturne mettono a rischio la sicurezza in auto. L’allarme arriva da uno studio ideato e coordinato dal neurologo Sergio Garbarino del Dipartimento di Neuroscienze dell’Università di Genova secondo cui l’insonnia, a volte associata a disturbi del sonno come la sindrome da apnea notturna (Osa), può moltiplicare fino a tre volte il rischio di incidenti stradali.

La ricerca, pubblicata su Plos One, fa parte del “Progetto CNH Iveco Industrial Check-Stop”, un’azione internazionale per la sicurezza stradale, sostenuta dall’Autorità Ue per la sicurezza stradale e dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT). Il sondaggio, condotto su 949 autotrasportatori, è il più ampio mai realizzato su una singola categoria lavorativa.

La ricerca sostiene che chi riposa male presenta una maggiore prevalenza di malattie cardiovascolari, diabete, depressione e disturbi respiratori. Le conseguenze dell’insonnia e delle apnee notturne si fanno sentire anche sulla sicurezza stradale. Si stima infatti che siano 7mila gli incidenti legati alle apnee notturne, per un totale di 150 morti, 12mila feriti e un costo di ben due miliardi di euro. La questione è più attuale che mai e si cercano soluzioni per preservare la sicurezza sulle strade. L’Italia ha recepito la Direttiva Europea 2014/85/UE, volta a incoraggiare gli stati membri ad adottare controlli più stretti sulle condizioni di salute – e in particolare sulla qualità del sonno – di chi richiede il rilascio o il rinnovo della patente di guida.

Valentina Garbato

Siciliana verace, mamma felice da pochi mesi e appassionata di scrittura da sempre. Amo la lettura, la musica, il cinema, gli amici e il buon cibo. Una laurea in giornalismo e tanti sogni ancora da realizzare.

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