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Nuova Renault ZOE: autonomia davvero infinita [TEST DRIVE]

Il futuro dell’auto è, da un certo punto di vista, una grande incognita. Nel settore incombono tecnologie importanti quali ad esempio la guida autonoma e negli ultimi anni si è fatta una gran corsa verso la ricerca della soluzione più idonea per riuscire ad utilizzare le nostre vetture pur contenendo i livelli di inquinamento. Il downsizing è un “problema” che affligge tutti i costruttori tanto che è persino le case costruttrici di vetture sportive stanno ricorrendo a motori piccoli, sovralimentati e dei consumi, almeno apparentemente, ridotti.

Da un altro lato c’è chi lavora a carburanti sintetici che potrebbero eventualmente essere futuro per esempio nel mondo dell’autotrazione.

Per le automobili ad uso privato si parla tanto di metano, GPL e appunto elettrico come per la Renault ZOE che abbiamo avuto occasione di provare nel corso del mese di dicembre.

Il mondo dell’auto elettriche è in forte evoluzione e non c’è giorno in cui non si senta parlare magari di una qualche novità per esempio legata a Tesla che ormai sta facendo più proclami degni di un politico che vere e proprie rivoluzioni.

Nel mondo del concreto, utilizzabile ed assolutamente fruibile c’è la piccola francese Renault ZOE che grazie alla nuova batteria raddoppiata rispetto a la precedente versione è oggi in grado di percorrere 400 km in ciclo NEDC.

La durata della batteria di Renault ZOE

Partiamo col dire che nel momento in cui si guida una vettura elettrica si ha sempre il terrore di rimanere senza energia tanto che spesso si sente parlare di sindrome da batteria scarica. Effettivamente nelle precedenti versioni di ZOE si accusava marginalmente il fenomeno perché i 200 km dichiarati dalla casa diventavano poco più della metà anche con uno stile di guida molto attento. La nuova Renault ZOE ha fatto un passo in avanti e, anzi, potremmo definirlo un vero proprio salto di categoria perché grazie alla nuova batteria si possono compiere distanze fino a poco tempo fa inimmaginabili.

I 41 kW del nuovo accumulatore pesano poco di più rispetto al precedente versione ed occupano il medesimo spazio che questo salto in avanti è stato compiuto solo nel giro di pochi anni. Non osa immaginare che cosa possa essere il futuro da qui a 10 anni, vista la rapidità con cui è stato sviluppato questo nuovo accumulatore.

Parallelamente allo sviluppo delle materie prosegue nelle nostre città anche lo sviluppo della rete di ricarica che va sempre più diffondendosi e non è raro trovare una colonnina per la distribuzione di energia elettrica presso alberghi, centri commerciali o addirittura distributori di carburante e ormai è possibile fare il tragitto da Milano a Roma ricaricandosi nelle colonnine lungo l’autostrada.

In occasione del nostro test drive siamo riusciti a fare circa 300 km con un’unica ricarica e chiaramente molto dipende dallo stile di guida che dev’essere concentrato verso un’ottica di risparmio. Conosco persone in grado di arrivare a 400km così come persone che ne farebbero circa 200.

I tempi di ricarica della nuova Renault ZOE

I tempi di ricarica della batteria dipendono fondamentalmente dalla quantità di energia che viene impiegata per riempire l’accumulatore. Le soluzioni sono molteplici e partono dalla classica presa elettrica di casa fino alle colonnine con ricarica rapida. Va detto che coloro i quali desiderano sposare la filosofia legata alle auto elettriche devono chiaramente fare i conti con gli aspetti logistici connessi all’operazione di ricarica ovviamente in un’ottica di medio lungo termine è sempre meglio dotarsi della cosiddetta Wall Box all’interno del proprio garage così da non dover dipendere da niente e da nessuno.

Il sito di Renault, in ottica di trasparenza, ha predisposto una semplice strumento che permette di calcolare quelli che possono essere tempi di ricarica in funzione della quantità di energia che viene inserita all’interno da batteria ed in condizioni ottimali si può raggiungere una carica completa in un paio di ore. Vi sembrerà forse un’eternità però dovete considerare il fatto che nella maggior parte dei casi percorriamo poche decine di kilometri al giorno e quindi in realtà raramente c’è la necessità di fare un “pieno” completo al serbatoio elettrico.

Come si vive all’interno della macchia

La macchina offre diversi livelli di allestimento e nel nostro caso abbiamo avuto l’opportunità di utilizzare la versione Bose che rappresenta il top di gamma e che quindi è dotata di tutti i comfort che ci aspetta da una vettura elegante. Lo spazio sicuramente non manca anche proprio in virtù del fatto che non c’è il motore termico e quindi c’è più spazio per i passeggeri.

Le batterie: le compro o le noleggio?

Un discorso a parte riguarda le batterie. La vettura viene proposta al mercato in due configurazioni: con batterie di proprietà oppure con batterie a noleggio e questo se vogliamo un po’ l’aspetto negativo dell’operazione ovvero che sia comunque sempre legati ad un costo fisso mensile che si ripete di mese in mese (chiaramente a condizione di voler noleggiare gli accumulatori) questa soluzione però, benché possa sembrare antieconomica, rappresenta a mio giudizio l’unica strada percorribile in quanto l’acquisto delle materie è fortemente sconsigliato per diversi motivi non ultimo il fatto che in caso di problemi dovete gestire in autonomia degli accumulatori che sono di fatto di vostra proprietà.

In conclusione sono rimasto positivamente impressionato dalla piccola francese soprattutto da grande salto in avanti è stato fatto rispetto al precedente versione e dal fatto che oggi si possa effettivamente utilizzare questa vettura nel quotidiano e per qualsivoglia tipologia di spostamenti senza troppo pensare alla carica residuo. Per quanto riguarda il costo dell’operazione chiaramente si devono fare i conti con molti fattori che ovviamente se pensiamo ad esempio a quello che potrebbe essere il costo di una Renault Twingo allora forse uno dovrebbe scegliere il motore termico perché è ovvio che si spende meno.

Ma elettrico è una filosofia, uno stile di vita dal quale è difficile staccarsi, almeno una volta provata l’esperienza.

Ecco alcune immagini:

 

admin

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