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Omicidio Sarah Scazzi, la verità nascosta

 

L’omicidio di Sarah Scazzi continua a non avere una soluzione. Contro Sabrina Misseri e per la madre, Cosima Serrano, non ci sono gravi indizi. C’è “insussistenza del quadro di gravità indiziaria in ordine ai delitti di concorso, in omicidio volontario e sequestro di persona” ai danni di Sarah Scazzi, la giovane uccisa ad Avetrana il 26 agosto del 2010. E’ quanto scrive la Cassazione nelle motivazioni, depositate ieri, al provvedimento in base al quale, lo scorso 26 settembre ha accolto in buona parte il ricorso dei difensori delle due donne”.

I legali di madre e figlia avevano ricorso contro le ordinanze di conferma della custodia in carcere, emesse dal Tribunale della libertà di Taranto il 20 giugno e il 12 luglio 2011.  Nelle stesse motivazioni la Cassazione conferma a carico delle due donne, il quadro di gravità indiziaria in ordine all’accusa di soppressione di cadavere. Il corpo di Sarah, uccisa il 26 agosto dell’anno scorso ad Avetrana, fu fatto ritrovare da Michele Misseri (padre di Sabrina e marito di Cosima) il 6 ottobre del 2010 in un pozzo nelle campagne dello stesso comune della provincia di Taranto.

admin

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