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Monito del Quirinale contro la grazia a Berlusconi: indice di analfabetismo e sguaiatezza

Stavolta Giorgio Napolitano lo ha detto in maniera forte e chiara: riguardo all’ipotesi di grazia per Silvio Berlusconi, come auspicato dal quotidiano Libero, si tratterebbe di “un segno di analfabetismo e sguaiatezza internazionale”, vista la responsabilità di certe affermazioni che avvelenerebbero la vita pubblica.

Le parole di Napolitano sono giunte alla fine dell’ennesima giornata ruotante intorno al tema dell’ineleggibilità del Cavaliere. Berlusconi ha ostentato tranquillità e si è detto sereno in quanto ignaro della vicenda ma convinto di una sua piena assoluzione. Intanto il Cavaliere continuerà a sostenere il governo Letta per il bene del Paese, tenendo faccende giudiziarie e governative su due piani diversi.

Intanto nella maggioranza infuria la polemica per un disegno di legge, avente come primo firmatario il senatore del PD Massimo Mucchetti, che affronta il tema del conflitto d’interessi. Questa situazione, per soggetti eletti alla Camera e al Senato, non darà luogo all’immediata decadenza del mandato parlamentare, ma una situazione di incompatibilità con cui il soggetto interessato avrebbe trenta giorni per vendere le sue quote a terzi, né parenti né affini. In caso di mancata ottemperanza, scatterebbe la decadenza del mandato.

Secondo Grillo e Di Pietro si tratta dell’ennesimo escamotage del PD per salvare Berlusconi, visto che il suo caso si trasformerebbe, probabilmente, subito in incompatibilità. Nel PDL gli umori sono diversi, da Lucio Malan che ha parlato di “esproprio proletario” da parte del PD, a Stefania Prestigiacomo che ha definito la proposta una soluzione antiberlusconiana. Il Partito Democratico sulla vicenda si è di nuovo spaccato: secondo l’ex sindaco di Montebelluna Laura Puppato questo è un testo che la base non digerirà, cosa su cui il toscano Vannino Chiti l’ha ripresa, parlando di cultura del sospetto.

Mucchetti, nel frattempo, si è detto sbalordito delle polemiche, innanzitutto perché non si farebbe in tempo ad approvarlo per salvare Berlusconi, visto che la decisione della Cassazione su Mediaset arriverebbe prima. Si tratterebbe, secondo lui, di una correzione su un testo lacunoso del 1957. Gianni Cuperlo del PD e Pino Pisicchio di Centro Democratico hanno proposto di affidare alla Consulta la decisione sull’ineleggibilità del Cavaliere così da tenerne fuori la politica, mentre la Lega Nord, attraverso le parole del segretario e governatore della Lombardia, Roberto Maroni, ha annunciato di non gradire ulteriori stop all’attività politica per vicende private di un partito.

Stefano Malvicini

Foto: 757 Live via Flickr

admin

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