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Ucraina, proteste con assedio ai palazzi del potere a Kiev da parte dei manifestanti pro – Unione Europea: violenti scontri con la Polizia

Anche in Ucraina la situazione si sta scaldando, visti i violenti scontri di ieri sera a Kiev fra manifestanti e Forze dell’Ordine.

Per capire le ragioni della protesta di migliaia di ucraini, bisogna andare indietro nel tempo. Il 2 dicembre 1991, il leader russo Mikhail Gorbaciov mandò un telegramma a Leonid Kravchuk, il primo presidente dello Stato ucraino indipendente, auspicandosi una collaborazione tra Mosca e Kiev all’interno della Comunità di Stati Indipendenti. Il giorno prima, un referendum, stravinto con un 92% di voti favorevoli, aveva sancito la nascita della nuova Ucraina indipendente dall’URSS.

Ieri era l’anniversario di quel referendum, ma Kiev ha vissuto una giornata di battaglia, la più violenta dal 2004, anno della Rivoluzione Arancione, che lanciò la figura di Yulia Tymoshenko, leader del partito filo-europeo, la quale sfidò il potere dell’uomo forte, ancora oggi ai vertici, Viktor Yanukovich, oligarca filo-russo e amico di Vladimir Putin. La Tymoshenko sostenne Viktor Yuschenko, che uscì dalla Rivoluzione Arancione come Presidente della Repubblica, e, poi, divenne, dal 2007 al 2010, primo ministro. Accusata di incompetenza nella gestione della sua carica politica, la Tymoshenko lasciò nel 2010 e fu processata, poi, per aver stipulato un contratto per la fornitura di gas dalla Russia all’Ucraina senza il permesso del governo (alla guida del Paese, nel frattempo, era tornato Yanukovich). Condannata e incarcerata, Yulia ha sempre sostenuto di avere ricevuto un trattamento disumano e di essere stata picchiata dalle guardie carcerarie solo per le sue opinioni anti-Janukovich.

Gli ucraini sono ancora divisi dal legame con i vicini russi. L’oligarca Yanukovich intende continuare i legami con Putin e con il Cremlino, mentre l’opposizione, il cui nome in ucraino significa “piazza Europa”, guarda all’Occidente: un clima da Guerra Fredda che, ieri, ha portato in piazza migliaia di persone nella capitale a chiedere le dimissioni del Presidente. Nella centrale Piazza dell’Indipendenza, l’ex pugile Vitaly Klitschko ha arringato la folla sostenendo che Yanukovich ha rubato il sogno all’Ucraina e agli ucraini e affermando di voler correre per le Presidenziali del 2015. Poi ha preso la parola Arseniy Yatsenyuk, vicino alla Tymoshenko, che ha chiesto sanzioni internazionali contro l’oligarca filo-russo al potere.

Dopo i discorsi si è scatenata la violenza: la dimostrazione era stata vietata, pertanto la piazza si è riempita di squadre antisommossa che hanno caricato i manifestanti a manganellate, lacrimogeni e granate stordenti, alle quali alcuni manifestanti hanno risposto con una scavatrice: cento poliziotti sono rimasti feriti. L’opposizione non ha dubbi: si tratterebbe di provocatori pagati dal Governo per giustificare la repressione e la richiesta dello Stato di emergenza, di fronte a una marea umana gialla e blu, come i colori della bandiera, il giallo del grano, orgoglio ucraino, e il blu del cielo.

Stefano Malvicini

Foto: Kyi 027 via Flickr

admin

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