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Sorteggi per il Mondiale 2014 in Brasile, l'Italia rischia un girone di ferro

L’Italia rischia grosso nei sorteggi per i gironi del Mondiale del prossimo anno in Brasile..

I due pareggi a ottobre contro Danimarca e Armenia potrebbero, infatti, costare alla Nazionale l’uscita dalla seconda fascia, quella delle squadre europee, e trovarsi accanto alle due sudamericane più scarse, Ecuador e Cile, e alle cinque africane. Il rischio è un girone di ferro con Argentina o Brasile e un’europea come Olanda, Portogallo, Inghilterra o Russia. La giustizia avrebbe suggerito che, al posto degli Azzurri, in quel posto ci finisse la Francia, ultima qualificata, ma, evidentemente, i santi in Paradiso per i transalpini e il futuro presidente della FIFA, Michel Platini, hanno giocato a favore dei Galletti.

Fortunatamente sembra scongiurato il rischio di affrontare subito Spagna o Germania, ma anche le più abbordabili Belgio e Svizzera, e di ciò Cesare Prandelli, commissario tecnico degli Azzurri, pare molto contento: “Da 8 anni la Germania è riuscita ad amalgamare i nuovi tedeschi con la vecchia tradizione. Noi, invece, facciamo ancora fatica ma quando ci arriveremo saremo tra i più forti al mondo. Per ora dobbiamo cercare di contrastare le nazionali migliori”. Non un girone di ferro, ma neanche uno troppo facile: Prandelli ricorda ancora quattro anni fa quando ci trovammo con Paraguay, Slovacchia e Nuova Zelanda a Città del Capo e tutti ricordano come andò.

Per il CT in Brasile conteranno molto le condizioni fisiche dei giocatori, visto che, come la Confederations Cup di luglio ha dimostrato, il caldo in alcune città sarà micidiale soprattutto per l’umidità. La FIFA, a luglio, aveva appeso borracce d’acqua vicino alle porte per consentire ai giocatori di idratarsi, ma rischiando, ogni volta, di mandare la palla in corner per bere. L’idea di Prandelli è quella di proporre alla Federazione una serie di time out simili a quelli del basket, che permettano ai giocatori di dissetarsi e di non perdere la concentrazione, visto che, in nome dello spettacolo, la scorsa estate otto giocatori su undici chiedevano il cambio perché assetati.

Stefano Malvicini

Foto: Piotr Drabik via Flickr

admin

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