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Romano Prodi ci ripensa e andrà a votare alle primarie

La notizia è un boom, e, probabilmente, nessuno nel PD se l’aspettava: Romano Prodi andrà a votare alle primarie di domani per eleggere il nuovo segretario del partito.

Il fondatore dell’Ulivo prima e del Partito Democratico poi, il quale aveva già detto di non partecipare alla tornata elettorale e di non rinnovare nemmeno la tessera del partito, ha inteso scuotere, in questo modo, dall’apatia un’opinione pubblica progressista ultimamente statica. La sentenza della Corte Costituzionale, rivolta a un ritorno del proporzionale, ha scosso naturalmente tutti coloro che sono usciti dalla Prima Repubblica, che proprio questo sistema di voto ha affossato: l’idea di molti è che la partecipazione di Prodi alle primarie non sia tanto una garanzia per il governo ma una scelta in chiave anti-sistema.

Romano Prodi è ancora in grado di spostare voti nel mondo progressista, come ha ben testimoniato la campagna referendaria anti-Porcellum del 2011, poi bocciata dalla Corte Costituzionale.

Per chi voterà Prodi è difficile da dire. Il professore bolognese ha detto che la sua parola d’ordine è cambiamento, quindi la scelta per Gianni Cuperlo pare esclusa, vista la sua continuità con la nomenclatura storica PD. Renzi o Civati, a questo punto. Si sa che Prodi ha sempre avuto grande simpatia per il secondo, anche perché il deputato monzese ha sempre denunciato i centouno traditori che affossarono la sua elezione a Presidente della Repubblica, ma, ora, la carica “anti-sistema” di Prodi vede anche il Sindaco di Firenze come una mossa vincente contro quei baluardi delle istituzioni e dei partiti, tra cui parte dello stesso PD, che non lo ha mai amato.

Stefano Malvicini

Foto: ANDAF via Flickr

admin

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