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Il Governo incassa la fiducia sia alla Camera che al Senato

Il governo Letta ha ottenuto la fiducia sia alla Camera che al Senato.

A Montecitorio è finita con 379 sì, 212 no e 2 astenuti. A Palazzo Madama il risultato è stato di 173 sì e 127 no.

Enrico Letta, prima dei voti, ha parlato sia alla Camera che al Senato. A Montecitorio ha fatto il discorso più accorato. Ha detto: “Chiedo la fiducia per un nuovo inizio, con obiettivi realizzabili e tempi certi. Lotto con tutto me stesso per evitare di rigettare nel caos il Paese proprio nel momento in cui è in grado di rialzarsi. Vorrei ringraziare le Forze dell’Ordine per la fedeltà ai valori repubblicani che dimostrano ogni giorno”. Poi è seguito un attacco contro Beppe Grillo, che ha chiesto a Polizia e Carabinieri di non servire più questa politica: “Si tenta di immiserire quest’aula con parole e azioni illegittime, figlie di una cultura politica che mette all’indice i giornalisti, avalla la violenza e vuole fare maceria degli edifici stessi della democrazia rappresentativa”.

Letta ha poi parlato di una coalizione diversa e più unita e di Medioevo senza Europa e Unione Europea, fidandosi di chi specula sul malessere volendo fomentare caos con la scusa del “non ce la facciamo più”: palese allusione ai Forconi e al Movimento 5 Stelle.

Ora il governo avrà quattro obiettivi: la riduzione del numero dei parlamentari, l’abolizione delle province, la fine del bicameralismo perfetto e la riforma del titolo V della Costituzione, per avere in diciotto mesi una democrazia più solida, insieme a una legge elettorale con sistema maggioritario.

C’è stato, in aula, uno scontro tra Letta e il deputato Riccardo Nuti del Movimento 5 Stelle. Il premier si era detto convinto che la questione dei giornalisti fosse finita lì, mentre Grillo ha proseguito nei suoi attacchi. O i giornalisti scrivono a favore dei 5 Stelle o vengono messi alla gogna e ciò è inaccettabile. Nuti ha cominciato, a questo punto, a insultare Letta dicendogli di essere un bugiardo e di andare a casa, mentre dal centrosinistra sono piovuti applausi. Letta gli ha risposto chiedendogli cosa dovrebbe fare lui quando sente dichiarazioni false sul suo conto e che in democrazia la parte lesa si rivolge alla magistratura. Ha concluso sostenendo che sia inaccettabile che si definiscano disonesti i parlamentari solo perché fanno il loro dovere.

Al Senato, invece, la bagarre è stata scatenata dalla Lega Nord, con un intervento durissimo del capogruppo Massimo Bitonci. Un senatore, Michelino Davico, ha deciso di dare la fiducia a Letta e, per questo, è stato minacciato, con Calderoli che ha gridato allo scandalo sventolandogli in faccia banconote e dandogli del corrotto, dopo aver detto che Letta resisterà “come un gatto sull’Aurelia”. Il nuovo segretario leghista, Matteo Salvini, ha detto che Letta non avrà vita facile perché impone all’Italia la politica di Bruxelles e di voler portare i Forconi in Parlamento.

I parlamentari di Forza Italia, invece, passati all’opposizione, hanno definito le loro ragioni contrarie a Letta in maniera netta ma senza la polemica del Movimento 5 Stelle e della Lega.

Stefano Malvicini

Foto: Enrico Letta via Flickr

admin

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