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Saldo IMU, cinque tappe per i calcoli necessari

Fine anno: con il saldo IMU sugli immobili che non siano l’abitazione principale ci risiamo. E’ tempo di calcoli. Le insidie si trovano soprattutto in quei comuni che hanno alzato le aliquote rispetto al 2012.

Cinque sono le tappe in cui si sviluppano i conteggi per misurare il saldo IMU. Bisogna partire da un presupposto: a giugno l’acconto è stato, di norma, pari al 50% del valore dell’imposta 2012, perché il caos normativo ha impedito di applicare i nuovi conteggi. Le novità, quindi, si scaricano sul saldo. Se le aliquote comunali sono aumentate, tutta l’imposta aggiuntiva va obbligatoriamente pagata ora.

Un ulteriore aumento è previsto per i capannoni, gli alberghi e i centri commerciali: nel 2013, per loro, è aumentata la base imponibile; quindi il calcolo dovrà tenere conto di nuova aliquota e nuova base imponibile e sottrarre, dalla somma, l’acconto 2013.

I fabbricati invenduti dalle imprese costruttrici, che hanno ottenuto l’esenzione dall’IMU a partire dal 2013, non la prevdedono, in realtà, nei Comuni in cui l’aliquota è cresciuta. Una giungla, insomma. Il nuovo parametro, pertanto, prevede il pagamento del pezzo di IMU relativo al primo semestre prodotto dall’aliquota che a giugno non si era affacciata. Questa categoria vale per le tipologie esentate, come le case concesse dai genitori ai figli in comodato gratuito che i Comuni hanno deciso di assimilare all’abitazione principale.

Stefano Malvicini

Foto: Hector Horacio Zorrilla via Flickr

admin

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