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Rivolta nello Xinjiang, 14 morti in Cina

In Cina, la regione nordoccidentale dello Xinjiang continua a essere una polveriera, tanto che, ieri, la Polizia ha ucciso 14 persone nel corso di una rivolta.

Già a ottobre, in Piazza Tienanmen a Pechino, un veicolo piombò sulla folla davanti al mausoleo di Mao Tse Tung, causando la morte di due passanti oltre che dei tre passeggeri. Subito le autorità cinesi imputarono l’attacco ai ribelli islamici dello Xinjiang, inasprendo le misure di sicurezza nella regione. La gran parte dei suoi abitanti parla una lingua di origine turca ed è musulmana: denuncia le restrizioni del governo cinese contro la loro cultura, anche se Pechino ha sempre smentito.

Ieri, vicino a Kashgar, città della regione, nei pressi dell’antica Via della Seta, la rivolta in cui sono morti anche due agenti. La Polizia è stata accolta, in un villaggio, da una folla armata di bombe e coltelli, quando si è presentata per arrestare alcuni “presunti criminali”. Gli agenti hanno risposto con decisione e sono stati compiuti due arresti.

Lo scorso mese altri due agenti e nove civili erano rimasti uccisi in un attacco contro una stazione di Polizia nella stessa area da parte di ribelli armati di asce.

Stefano Malvicini

Foto: Eurololo via Flickr

admin

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