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Il premier giapponese Shinzo Abe visita un sacrario della discordia e fa infuriare i cinesi

Il clima tra Cina e Giappone sta diventando sempre più teso, e ieri il premier nipponico Shinzo Abe lo ha reso ancora più rovente con una visita a un sacrario della discordia che ha fatto infuriare non solo i cinesi ma anche i sudcoreani.

Già, negli ultimi tempi, era emersa la vicenda delle isole Senkaku, attribuite al Giappone, ma che la Cina ha rivendicato ancora come proprie, chiamandole Diaoyutai. Pechino aveva chiuso lo spazio aereo sopra queste isole come gesto di sfida verso il vicino nipponico.

Ora ci ha pensato Abe, recandosi ieri a Yasukuni Shrine, un sacrario nel centro di Tokyo, nel quale sono onorati anche quattordici criminali di guerra giapponesi, tra cui il generale Hideki Tojo, capo militare dell’esercito imperiale durante l’attacco di Pearl Harbor nel dicembre del 1941. Questi capi militari sono invisi sia alla Cina che alla Corea del Sud, Paesi che hanno subito la dominazione giapponese durante la Seconda Guerra Mondiale. Ogni volta che qualche politico si reca a fare visita atali sacrari, le reazioni cinesi e sudcoreane non mancano.

Inaccettabile per i cinesi, anacronistica per i sudcoreani e un’iniziativa che esacerba le tensioni per gli amici americani: queste le reazioni alla visita di Abe, la prima di un premier al sacrario dal 2006, da quando Junichiro Koizumi vi si recò nell’anniversario della resa del Giappone nella Seconda Guerra Mondiale.

Stefano Malvicini

Foto: Japan Visitor via Flickr

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