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Rapporto coesione sociale: in Italia sempre meno posti fissi, povertà ai massimi storici

Secondo  il Rapporto sulla coesione sociale, nel nostro Paese, il posto fisso, tanto ambito rimane sempre più un miraggio. Soprattutto per i giovani, in quanto, il numero medio di lavoratori dipendenti con contratto a tempo indeterminato, in questo anno che volge al termine, è diminuito rispetto all’anno precedente dell’1,3% interessando soprattutto i lavoratori under 30.

Ma non è tutto. Anche chi lavora ha problemi, e salari che restano fermi. Nel 2012 la retribuzione mensile netta è stata di 1.304 euro per i lavoratori italiani e di 968 per gli stranieri, identica dunque all’anno prima. 

E la crisi sta facendo la sua parte. Il numero dei poveri, raggiunge valori massimi dal 1997, anno di inizio della serie storica. Cresce il fenomeno della povertà, “i poveri in senso assoluto sono raddoppiati dal 2005 e triplicati nelle regioni del Nord, passando dal 2,5 al 6,4%”.


Un pensionato su due, ovvero il 46,3%, ha un reddito da pensione inferiore ai 1.000 euro lordi al mese; mentre il 38,6% ne percepisce tra 1.000 e 2.000 euro, e il totale, ossia  l’84,9% dei pensionati ha redditi inferiori ai 2.000 euro lordi. 

Giovanna Manna

admin

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