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Con le accise sale anche il prezzo della benzina

Prima vera grana, oltre alla questione salva Roma, per il governo di Matteo Renzi: da sabato scatta un aumento sulle accise sulla benzina.

L’aumento sarà di 0,24 centesimi al litro, mentre per il gasolio si tratterà, IVA compresa, di 0,34 centesimi. L’aumento sicuramente scontenterà tutti, dai petrolieri agli automobilisti ai distributori e ai consumatori.

L’aumento era stato già anticipato ad agosto dello scorso anno per alcune voci del decreto del Fare lanciato da Letta, e rimarrà in vigore fino al 31 dicembre. Le analisi hanno rivelato che l’aumento peserà tra i 13 e i 17 euro a famiglia all’anno, ma nell’arco quadriennale tra i 257 e i 388 euro. Oltre alle famiglie, saranno colpite anche categorie come tassisti, autonoleggiatori, agenti di commercio e trasportatori.

Fino al 31 dicembre 2018, invece, gli italiani subiranno una pressione fiscale attraverso l’aumento delle accise sui carburanti per autotrazione di 1,18 miliardi di euro, a cui si aggiungeranno 260,26 milioni di euro di IVA.

I comitati dei Consumatori hanno chiesto a Renzi di annullare questa proposta per evitare di considerare gli automobilisti come polli da spennare costantemente e di attuare una sterilizzazione dell’aumento dei prezzi dei carburanti evitando la stangata della doppia tassazione delle accise e dell’IVA.

Stefano Malvicini

Foto: Roberto Gimmi via Flickr

admin

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