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Ebola, l'epidemia si allarga velocemente in Africa

Un flagello sta colpendo l’Africa e si chiama Ebola.

Il virus è noto da almeno vent’anni, ma ora comincia a fare veramente paura. Cos’è veramente Ebola? Si tratta di un virus che colpisce uomini e animali e che, dapprima, provoca vomito e diarrea, poi convulsioni, blocchi renali e intestinali, per concludere il suo sviluppo con piaghe purulente che causano una rapida morte del malato. Si tratta di una febbre emorragica con una percentuale di mortalità pari al 60-90%. La diffusione si svolge con i fluidi del corpo umano, ma i veri untori, come lo erano i topi di fogna nella peste del ‘600, sarebbero i pipistrelli, aiutati dalla siccità.

Ebola si sta diffondendo in Guinea, Sierra Leone, Liberia e anche Nigeria. L’Organizzazione Mondiale per la Sanità ha detto: “L’infezione avanza a velocità incontrollabile”. Anche il presidente degli Stati Uniti Barack Obama è molto preoccupato. Ha detto il Presidente: “Questo virus è qualcosa da prendere molto sul serio. Non si tratta di una malattia facilmente trasmissibile, ma bisogna identificare, mettere in quarantena e isolare chi può trasmetterla”. Saranno aumentati anche i controlli sui leader africani che, dalla prossima settimana, saranno a Washington per il summit USA – Africa.

L’OMS parla già di catastrofe per il numero di vite umane perse, tanto che la macchina dei soccorsi sta aumentando a vista d’occhio. Gli Stati Uniti stanzieranno cento milioni di dollari per la lotta a Ebola, mentre, sempre in America, si tenterà, da settembre, la sperimentazione di un vaccino.

Si esclude anche un passaggio del virus dall’Africa all’Europa, ma allarma il fatto che Ebola possa resistere al trasporto aereo, facendo ipotizzare agli esperti una mutazione. Il Ministero degli Esteri, insieme a quello della Salute, hanno diramato l’allerta sconsigliando viaggi, se non strettamente necessari, nei Paesi interessati dall’epidemia. Comunque, pare che il virus non possa arrivare con un barcone a Lampedusa, quindi non dovrebbero esserci motivi di cui temere, in Europa.

Preoccupava un atleta della Sierra Leone ai Giochi del Commonwealth a Glasgow, ma è risultato poi negativo al test. Saranno, invece, rimpatriati i due americani, medici missionari, infettatisi in Liberia, che saranno curati negli Stati Uniti.

Stefano Malvicini

Foto: International Federation of Red Cross and Red Crescent Societies via Flickr

admin

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