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Iraq, i peshmerga curdi avanzano nel Nord del Paese

In Iraq le forze di di sicurezza curde, i cosiddetti peshmerga, stanno avanzando verso nord, sottraendo località ai fondamentalisti dell’ISIS, lo Stato islamico dell’Iraq e del Levante.

I curdi avrebbero sottratto agli integralisti il controllo della diga sul Tigri, la più grande del Paese, e si preparerebbero a marciare sulla storica città di Mosul per liberarla con l’aiuto dei raid aerei americani. Verso il Kurdistan, intanto, continuano a fuggire cristiani e yazidi, perseguitati dal fanatismo dell’ISIS.

L’Italia potrebbe sostenere, con armamenti e sostegno logistico, i curdi, ma, fanno sapere dall’entourage del ministro della Difesa, Roberta Pinotti, nessuna decisione è stata ancora presa: si aspetterà un sì politico in accordo con gli altri Stati dell’Unione Europea, anche se Nuovo Centrodestra e Movimento 5 Stelle hanno annunciato voto contrario. Entro la settimana potrebbe partire verso l’Iraq un C 130 carico di aiuti militari, comprendenti kalashnikov, solitamente usati dai guerriglieri curdi, e, forse, anche fucili mitragliatori MG, ora nei magazzini dell’Esercito italiano. Si potrebbero aggiungere anche giubbotti antiproiettile, sistemi di comunicazione radio, puntatori laser e dispositivi anti-bomba.

Intanto, gli Stati Uniti proseguono i raid contro l’ISIS vicino alla diga di Mosul come sostegno ai peshmerga, tramite cacciabombardieri e droni. La diga, una delle più importanti del Paese, si trova a soli 160 chilometri da Erbil, sede del comando USA in Iraq. Sono state distrutte sette postazioni dei ribelli, un posto di blocco e sette blindati. Anche gli inglesi avevano annunciato un maggiore utilizzo dei jet della Royal Air Force, ma il premier David Cameron ha poi corretto il tiro, dicendo che la Gran Bretagna non si imbarcherà in una nuova guerra.

In materia è intervenuto anche papa Francesco, di ritorno dalla Corea. Dopo aver detto di essere disponibile a recarsi in Iraq e in Kurdistan, il Pontefice ha affidato questo messaggio a Twitter: “Tanti innocenti sono stati cacciati dalle loro case in Iraq. Signore, ti preghiamo perché possano presto ritornarvi”

Stefano Malvicini

Foto: Jan Sefti via Flickr

admin

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