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Poletti da Rimini dice che non si toccheranno né le pensioni né l'articolo 18

Oggi il ministro del Lavoro Giuliano Poletti è stato ospite a Rimini del meeting di Comunione e Liberazione.

Il politico di Imola ha parlato di lavoro, pensioni e articolo 18. Ha detto Poletti: “Nessun intervento sulle pensioni. In linea di principio, senza far riferimento ad alcun progetto, avevo detto una cosa che credo normale, che possa esserci un atto di solidarietà nel sistema previdenziale. Che bisognerebbe trovare un modo per gestire insieme equità e crescita”.

Sull’articolo 18, il Ministro ha poi proseguito: “Impiantare un braccio di ferro sull’articolo 18 senza impiantare un approccio complessivo di riforma del mercato del lavoro è un controsenso. Per questo abbiamo fatto la Legge Delega. Una discussione politica ci sta tutta, ma per il Ministro quello è il testo di riferimento, è il testo del Governo. Tutte le volte che ci siamo infilati in una bella scazzottata sull’articolo 18 non abbiamo combinato niente, tante legnate ma risultati zero. Fare un intervento secco su un articolo significa fare a botte, proviamo invece a fare un disegno organico. Quello del Governo Renzi è un approccio diverso, a partire dal varare soluzioni come una pura semplificazione”.

Poletti è più cauto sulla questione delle pensioni e su nuovi contratti di lavoro, visto che servirebbe innanzitutto abbassare i costi e poi proporre nuove forme contrattuali, con diverse forme di flessibilità, in grado di condizionare le scelte delle imprese.

Il Ministro ha smentito seccamente dei dissapori con Renzi e ha confermato che gli ottanta euro in più in busta paga daranno effetti sul lungo periodo, secondo una scelta che verrà riconfermata nella legge di stabilità. Poletti ha anche detto che, nel mercato del lavoro, i cambiamenti sono indispensabili e possono arrivare con gli sforzi di tutti: cambiando la testa si cambiano anche le norme, secondo il Ministro. Uscita finale del politico ex di Lega Coop: si deve smettere di pensare alle imprese come un luogo in cui si sfrutta il lavoro, proponendo il Primo Maggio come la festa del Lavoro e dell’Impresa.

Stefano Malvicini

Foto: Euricse via Flickr

admin

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