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Michele Buoninconti: aggressione ai giornalisti, sentito in aula

Michele Buoninconti condannato a 30 anni in primo grado per l’omicidio della moglie Elena Ceste, dinanzi al giudice ha dovuto rispondere per lesioni personali ad una giornalista che gli chiese un’intervista a Govone. La donna fu picchiata e minacciata con un bastone, riportò una lesione ad una gamba e fu giudicata guaribile in tre giorni. Il giudice Federico Belli ha rinviato l’udienza al 14 aprile. Inoltre Buoninconti ha dovuto affrontare un altro procedimento per un’aggressione ad una troupe televisiva di Porta a Porta.

Ciò che avrebbe indotto i giudici a tale condanna sarebbe stata la premeditazione. Inoltre sarebbero troppi i passi falsi compiuti dall’uomo, tra cui le diverse chiamate effettuate sul cellulare della moglie il giorno della scomparsa della stessa, avvenuta il  24 gennaio 2014 e il cui corpo fu ritrovato nove mesi dopo in un canale a pochi chilometri dalla sua abitazione il 18 ottobre 2014. Tra questi passi falsi vi sarebbero anche il ritrovamento dei suoi indumenti dietro ad un cancello nel cortile della loro abitazione e gli occhiale della donna da cui lei non si sarebbe mai separata, ritrovati dal marito solo in un secondo momento.

admin

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