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Referendum, vittoria del “No”: cosa succede adesso?

Foto Lo Debole/Bianchi/LaPresse 13-12-2015 Firenze Italia Politica Leopolda 6 Terra degli uomini Nella foto: matteo renzi Photo Lo Debole/Bianchi/LaPresse 13-12-2015 Leopolda 6 Terra degli uominiIn the pic: matteo renzi

Ha vinto il NO e adesso Renzi  “va a casa”, come hanno auspicato destre festeggianti, sinistre furiose ed elettori confusi uniti dall’unico desiderio di andare a votare al più presto. Ma non è così semplice. La situazione economica italiana è talmente difficile che non sarà possibile votare nei prossimi mesi, non prima comunque che siano portati a termine importanti compiti di stabilizzazione. Va ricordato che il PD, nonostante il “no” , ha ancora una maggioranza assoluta al Parlamento e una volta superato l’ostacolo referendario potrebbero riunirsi le fila e decidere per un “accordo provvisorio” comune. Rimane il fatto che Matteo Renzi, dimostrando una maturità politica raramente vista in Italia,  si è dimesso come aveva promesso e in queste ore si trova al Quirinale, per parlare con il presidente Mattarella.

Le ipotesi del “dopo NO”

Cosa succederà, adesso, dopo il “NO”? Renzi darà le dimissioni davanti a Mattarella il quale potrebbe chiedergli di rimanere in carica per qualche altro mese, giusto il tempo di concludere il bilancio e di portare a termine alcune manovre economiche necessarie. Ma allo stesso tempo, Mattarella inizierà le consultazioni per capire come muoversi una volta che Renzi avrà abbandonato l’incarico. Si potrebbe procedere con l’affidamento di un incarico provvisorio per formare un “governo tecnico”, mantenendo comunque la legislatura fino alle elezioni che non potranno essere immediate. Oppure (ma è una ipotesi lontana) potrebbe sciogliere le camere subito e indire elezioni anticipate già in primavera.  

Quali governi?

Si potrebbe decidere per un governo politico (guidato da ministri già in carica, come Dario Franceschini e Graziano Delrio), oppure optare per un governo guidato da personalità esperte in determinate materie (come l’attuale ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, cosa che sembra molto probabile). Il nuovo governo potrebbe ricevere pieno mandato dal Parlamento, oppure essere incaricato solo di modificare la legge elettorale prima delle elezioni. Già, perché oggi come oggi l’Italia non ha una legge elettorale! O meglio, ne coesistono due completamente diverse tra loro: una relativa alla Camera (l’Italicum, che piace molto al Movimento 5 Stelle e meno a Berlusconi!) e una per il Senato, il cosiddetto “Porcellum” … un proporzionale puro che fa paura a tanti. Certamente il prossimo governo immediato dovrà approvare il bilancio, inserire alcune modifiche alla Legge di Stabilità e soprattutto garantire un equilibrio che eviti il fallimento di alcune banche (ben otto!) che potrebbe fare la differenza per il futuro economico e politico dell’intero Paese. Responsabilità pesanti, non da poco, che il “fronte del NO” dovrà adesso prendere in mano.

Grazia Musumeci

Sicilianissima, vivo ai piedi dell'Etna e lavoro dal 1999 sia come traduttrice che come blogger. Le mie passioni, oltre la scrittura, sono la fotografia e la montagna.
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