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Dati falsati per “finire il turno prima”: bimbo nasce con gravi danni

La Procura di Catania sta indagando, e ha già posto in stato di fermo, due dottoresse dell’ospedale Santo Bambino del capoluogo etneo con la gravissima accusa di aver causato danni permanenti a un neonato, a causa della fretta per “finire il turno e tornare a casa”. Sarebbe proprio questa la motivazione agghiacciante contestata dai parenti del piccolo -nato da una coppia residente in provincia- che oggi presenta un grave handicap che dovrà trascinarsi per tutta la vita con costi e oneri pesanti per la famiglia monoreddito. Il Santo Bambino -struttura tra le migliori, che affronta circa 2.000 parti l’anno- ha già sospeso le due dottoresse per 12 mesi dal servizio in attesa di far luce sul parto, avvenuto nel luglio dello scorso anno.

Dati falsati e disinformazione

Il problema della mamma catanese era che si stava presentando una sofferenza fetale importante, al momento in cui il turno delle dottoresse stava per finire. Se avessero dato l’allarme si sarebbe dovuti procedere a un cesareo d’urgenza, prolungando quindi la loro permanenza in ospedale per quella sera. Secondo l’accusa, le due donne avrebbero somministrato atropina per rimandare il più possibile il parto e poi sarebbero andate via senza nemmeno avvisare i colleghi del turno successivo del problema. Quando il personale medico si è reso conto della sofferenza e ha proceduto al parto, era troppo tardi per il bambino che è nato vivo ma con danni importanti e irreversibili. Se almeno si fossero informati i colleghi, anche con una chiamata da casa, si sarebbe potuto intervenire per tempo. L’indagine si allarga, inoltre, anche su una terza dottoressa che avrebbe praticato alla donna alcune manovre (massaggi sul ventre per indurre il parto) proibite ormai da molti ospedali, incluso il Santo Bambino. La dottoressa però ha avuto una sospensione minore perché non a conoscenza del danno causato dalle colleghe del turno precedente (anche se ciò non toglie l’irregolarità di quelle manovre!)

Il sospetto sulle cartelle

Questo tragico evento ha portato alla luce altre irregolarità sospette dentro l’ospedale Santo Bambino. Pare infatti -,a è da verificare- che «qui le cartelle cliniche sovente vengono redatte successivamente all’insorgere dell’avvenimento clinicamente rilevante, così da nascondere eventuali problemi». Se questo dovesse essere confermato, anche se non è una modalità che causa danni ai pazienti, sarebbe comunque una responsabilità grave della quale dovrà rispondere l’intera struttura. Nel frattempo i genitori della piccola vittima chiedono giustizia e aiuto, perché con un solo lavoro (precario) e le enormi spese per le cure di cui il figlio avrà bisogno per sempre la situazione è davvero drammatica.

Grazia Musumeci

Sicilianissima, vivo ai piedi dell'Etna e lavoro dal 1999 sia come traduttrice che come blogger. Le mie passioni, oltre la scrittura, sono la fotografia e la montagna.
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