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Gentiloni formerà il governo “post Renzi”

E’ Paolo Gentiloni, alla fine, la scelta di continuità decisa dal Quirinale. Mattarella ha chiesto all’ex ministro degli Esteri di prendere su di sé la responsabilità di un governo “di transizione” e lui, dopo una riflessione attenta, ha accettato il pesante compito. Già da sabato si è messo a lavoro per individuare una nuova squadra di Governo anche se molti pensano che potrebbe cambiare molto poco, essendo Gentiloni un “uomo di Renzi”, comunque molto vicino alle idee dell’ex premier. Le consultazioni sono cominciate oggi, ufficialmente, sebbene già durante il discorso di insediamento il nuovo capo del Governo avesse detto che le opposizioni si rifiutano di “prendere le proprie responsabilità”, e che quindi la scelta nel campo dei “vecchi” ministri era quasi obbligata.

Oggi si comincia dal PD

Il PD, il partito con la più alta maggioranza, si è riunito stamattina e alle 14 salirà a colloquio con Gentiloni, mentre altre forze di centro sinistra saranno a colloquio domani a mezzogiorno. Non andranno alle consultazioni i membri del Movimento 5 Stelle che “non riconoscono il governo di Gentiloni” in quanto non è stato scelto dalla volontà popolare. Dubbi sulle consultazioni con le altre forze di centro destra, perché anche alcune di esse (come FDI della Meloni) puntano al voto al più presto e non riconoscono il governo in carica. La scelta di Gentiloni quindi potrebbe ricadere su alcuni dei nomi già presenti col Governo Renzi, come ad esempio la Lorenzin per la Sanità, mentre bisognerà sostituire le poltrone agli Esteri, all’Interno e ad Istruzione e Lavoro.

La legge elettorale

Nonostante le proteste e le invocazioni alla “rivolta” una elezione anticipata è realmente IMPOSSIBILE. Non solo perché comporterebbe un dispendio di denaro notevole che l’Italia, ora come ora, non può permettersi ma soprattutto perché oggi manca una legge elettorale. L’Italicum, tanto criticato da alcune opposizioni, e che oggi invece viene invocato è sotto esame e la Consulta si pronuncerà soltanto il 24 gennaio. Se si elimina l’Italicum si dovrà ripensare una nuova legge, che non sia il “Porcellum” che fino a qualche anno fa era in vigore. Quindi, in ogni caso, le elezioni si spostano a dopo gennaio, il che significa almeno 3 mesi di preparazione e di campagna per cui elezioni intorno ad aprile. Oppure lasciar lavorare Gentiloni fino alla fine di tutte le incombenze lasciate da Renzi e votare a ottobre 2017.

Grazia Musumeci

Sicilianissima, vivo ai piedi dell'Etna e lavoro dal 1999 sia come traduttrice che come blogger. Le mie passioni, oltre la scrittura, sono la fotografia e la montagna.
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