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Attentato Berlino, è caccia all’uomo. Sull’italiana dispersa ancora nessuna conferma

Foto La Presse tratta da Quotidiano.net

È caccia all’uomo in Germania dopo la strage di Berlino, con una vasta operazione di polizia in Nordreno-Westfalia. Emesso un mandato di cattura internazionale per un giovane tunisino, i cui documenti sono stati trovati nel tir killer che nella serata di lunedì ha falciato la folla ai mercatini di Natale sulla Ku’Damm uccidendo 12 persone e ferendone circa 50. È di pochi minuti fa la notizia dell’arresto di un marocchino di 24 anni, sospettato di far parte dello Stato Islamico e di essere collegato al gruppo dei responsabili degli attentati di Parigi e Bruxelles. I due casi, sottolineano le autorità, non sono collegati. Il marocchino era entrato in Germania l’anno scorso, ha riferito la procura federale, che aveva emesso un mandato di cattura nei suoi confronti il 13 dicembre. Secondo le accuse, l’uomo faceva parte di un gruppo che faceva riferimento ad Abdelhamid Abaaoud, considerato l’organizzatore degli attacchi del 13 novembre 2015 a Parigi, quando avrebbe approntato alcuni covi di terroristi in Grecia e Turchia fra ottobre 2014 e la metà del 2015.

L’uomo ancora ricercato dalla polizia tedesca, invece, è arrivato in Italia nel 2012 e nel 2015 aveva raggiunto la Germania. A luglio sarebbe stato fermato dopo un controllo, poi liberato. Il ministro dell’Interno De Maiziere però chiarisce: “È un sospettato, non necessariamente il colpevole”. A Berlino intanto sono in corso esami del Dna per l’identificazione di Fabrizia Di Lorenzo, dispersa da lunedì sera e il cui cellulare è stato ritrovato nei pressi del luogo della strage (delle 12 vittime soltanto 7 sono state identificate finora). A Palermo, intanto, ha fatto rientro l’italiano ferito, che ha dichiarato “Siamo miracolati”.

L’autista polacco avrebbe lottato fino alla fine contro l’attentatore

L’autista polacco ritrovato morto a bordo del tir con cui è stata compiuta la strage, intanto, secondo le ricostruzioni degli investigatori riportate dal Bild, avrebbe lottato fino all’ultimo con l’attentatore, e avrebbe cercato con tutte le proprie forze di deviare il tir. L’uomo, inoltre, sarebbe stato “ancora in vita, nella cabina, al momento in cui il mezzo ha investito la folla”. L’autopsia del camionista polacco avrebbe infatti rivelato che l’uomo era ancora vivo nel momento in cui il suo assassino si è scagliato contro la folla. “Ci deve essere stata una lotta”, ha riferito una fonte degli inquirenti citata dal giornale, durante la quale l’attentatore ha accoltellato l’uomo che stava sul sedile accanto e che ha tentato invano di deviare il camion afferrando il volante. Quando il  mezzo si è fermato, l’attentatore gli avrebbe sparato prima di fuggire.

Marta Patroni

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