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Allarme attentati in Italia: il rischio c’è

Le nostre spie, i nostri Servizi Segreti sono forse tra i più efficienti d’Europa nel prevedere le mosse di chi agisce nell’ombra. Non è la prima volta che allarmi partiti dal nostro Paese si sono poi rivelati veri laddove il terrorismo ha colpito duro (Nizza, Barcellona, Londra…). Bisogna quindi dar retta agli 007 italiani quando, come oggi, dicono che esiste un rischio concreto di attentati ISIS anche in Italia.

Nuovi arrivi anomali dalla Tunisia

Sconfitto e cacciato dai propri territori storici, il Califfato nero non è ancora del tutto sconfitto. Per adesso ricarica le batterie compiendo attentati negli stessi Paesi islamici, lontano dall’acuta attenzione europea. Ma qualcosa non torna. E’ vero che dall’Italia non partono più “foreign fighters” da due anni, è vero che sono diminuite di molto le immigrazioni dalla Libia devastata dalle truppe dei terroristi …. ma è anche vero che si stanno verificando anomali sbarchi da Tunisia e Algeria. 

L’integralismo nelle nostre prigioni

In questi due Paesi, da tempo la situazione è tranquilla e anche l’economia è in ripresa. Dunque, chi ha motivo di fuggire da quelle coste? E come mai questi “profughi” non seguono le rotte classiche delle altre migrazioni. Forse per eludere la sorveglianza delle navi? E chi sbarca in questo modo anomalo? L’ipotesi è che stiano arrivando nuovi integralisti pronti a compiere attentati oppure a “istruire” nuovi kamikaze che potrebbero colpire ovunque, non per forza in Italia. Certamente, ci dice la nostra intelligence, i luoghi in cui si semina integralismo pericoloso sono le prigioni, innanzi tutto, poi alcuni centri di aggregazione e infine famiglie legate a valori troppo rigidi e chiusi. Ma attenzione anche agli italiani cattolici che si convertono all’islam, perché molti di loro diventano più radicali e “arrabbiati” dei musulmani veri.

Grazia Musumeci

Sicilianissima, vivo ai piedi dell'Etna e lavoro dal 1999 sia come traduttrice che come blogger. Le mie passioni, oltre la scrittura, sono la fotografia e la montagna.
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