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Addio a Stephen Hawking, lo scienziato incredibile

Ho scommesso 100 dollari perché spero che non riesca a scoprirla, la famosa Particella di Dio. Se non la trovassimo dimostrerebbe che c’è qualcosa di sbagliato nelle nostre idee e che dobbiamo pensare di più per trovare altre spiegazioni.” Era così, sempre assetato di conoscenza, Stephen Hawking, il grande e incredibile scienziato morto oggi a 76 anni dopo una vita vissuta intensamente e follemente, per quanto “folle” possa essere un ragionatore scientifico assoluto come lui.

Doveva morire a 20 anni per una strana malattia …

Nato in Inghilterra nel 1942, precoce e brillantissimo studente universitario di Fisica a Oxford ad appena 17 anni, la sua vita doveva finire prima di compierne 20 quando una serie di misteriosi disturbi cominciarono a minare i movimenti del suo corpo, la capacità dei nervi di coordinare le azioni, ma anche semplici gesti automatici come il mangiare o il respirare. Una forma strana e misteriosa di SLA, definita “malattia degenerativa dei motoneuroni”, gli lasciava secondo i medici del tempo appena due anni di vita. E pur con il peso enorme di questa sentenza di morte addosso, il giovanissimo Stephen non si arrese, non si mise a letto a piangersi addosso, anzi … . Accelerò il proprio lavoro, lo studio, per laurearsi in fretta, prima della fine. Per fortuna, quella diagnosi iniziale, si rivelò sbagliatissima e lui è vissuto a lungo.

L’esistenza dei buchi neri e tanto altro

La malattia, negli anni, consumò il suo corpo al punto che ultimamente “comunicava” con gli occhi, respirava con le macchine, si muoveva con un lettino motorizzato. Eppure fino all’ultimo è rimasto lucido, ironico, vivace! Il suo irrefrenabile cervello ha scoperto l’esistenza dei buchi neri e la loro funzione in relazione alla termodinamica, l’origine delle radiazioni dell’universo, l’inflazione cosmica, il “multiverso” (ovvero l’esistenza di universi paralleli come principio di scienza e non di fantasia!) e tantissime altre teorie oggi in fase di conferma o di studio. Le sue ricerche hanno scritto l’evoluzione della fisica e dell’astronomia degli ultimi 50 anni e il segno che questo piccolo uomo, magrissimo e immobile, ha lasciato alla scienza del futuro è incalcolabile. Non voleva scoprire tutto, Stephen Hawking, ma ci ha lasciato tutto.

Grazia Musumeci

Sicilianissima, vivo ai piedi dell'Etna e lavoro dal 1999 sia come traduttrice che come blogger. Le mie passioni, oltre la scrittura, sono la fotografia e la montagna.
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