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Facebook potrebbe diventare “sito a pagamento”

La bufera economico-socio-politica che ha investito e devastato Facebook, dopo lo “scandalo Analytica” che ha portato alla luce furti di milioni di identità per scopi elettorali in tutto il mondo, tramite il noto social, ha condotto il fondatore Mark  Zuckerberg davanti a una commissione di inchiesta  del Congresso degli Stati Uniti. Dieci ore di interrogatorio per arrivare alle ragioni secondo le quali l’uomo più potente del mondo informatico debba essere ritenuto innocente.

Impossibile gestire una realtà così grande

Distrazione, complicazione, bisogna capire che gestire un sito che raccoglie praticamente tutti gli abitanti del pianeta non è facile. Infatti già molte volte Facebook ha deluso i suoi utenti: si possono denunciare pagine inneggianti alla violenza, ma quando lo fai il computer (a cui Facebook si affida perché nessun umano potrebbe replicare ai miliardi di interrogativi che giungono ogni giorno) risponde che non vede la necessità di farlo; blocchi una persona molesta e dopo un po’ quello si vendica perché il computer gli ha rivelato l’identità di chi lo ha escluso…. e così via. Tutte queste ragioni dovrebbero far capire alla commissione che la fuga di dati politici è dovuta a “cause non dipendenti dalla volontà degli amministratori”.

Privacy degli utenti a pagamento?

Ma ciò non alleggerisce la colpa del social e di Zuckerberg. Il quale scarica il barile addosso agli utenti stessi: “Le regole della privacy ci sono ma la gente non le rispetta” e poi arriva la velata minaccia “l’impostazione così come è non funziona più. Dovremo creare un nuovo tipo di privacy a pagamento”. A quel punto la commissione domanda se Facebook si avvia a diventare un monopolio totale e Zuckerberg nega: “No! Ci sarà sempre una versione gratuita assicurata” …. ma, come dire, chi vuol proteggersi davvero dovrà pagare. Un’altra scelta infelice che mette ancora più in cattiva luce il mega-sito californiano che, buffo a dirsi, ha la propria sede legale in “Hacker Way”, via dei pirati informatici, a Menlo Park  –San Francisco.

Grazia Musumeci

Sicilianissima, vivo ai piedi dell'Etna e lavoro dal 1999 sia come traduttrice che come blogger. Le mie passioni, oltre la scrittura, sono la fotografia e la montagna.

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