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Vacanza nel “baglio”

La parola “baglio” deriva da antichi retaggi linguistici e in almeno due di questi (arabo bahal e latino ballium) significa “cortile”. Potrebbe avere origine anche dalla parola “balarm” che vuol dire “fortezza” e indica delle case che si sviluppano in forma rotonda o quadrata intorno a uno spazio centrale. Quasi sempre si tratta di case di campagna, e sono molto diffuse in Sicilia. Il baglio siciliano può essere sia un grande casale che una piccola unità abitativa, purché abbia come caratteristica il cortile interno e le aperture (finestre e alcune porte) rivolte verso l’interno.

Oggi sono usate dai turisti

Un tempo usati per ospitare i contadini, gli allevatori oppure i signorotti in vacanza, oggi i “bagli” sono beni storici da recuperare. Molti li fanno restaurare allo scopo di trasformarli in agriturismi o B&B, comunque indirizzati al mercato del nuovo turismo vacanziero. Di norma l’accesso all’interno della casa era solo dal portone principale e gli ambienti interni erano tutti collegati tra loro, incluse le stalle! Per chi volesse provare l’ebbrezza di vivere una vacanza nel “baglio”, il consiglio è di puntare sulla Sicilia occidentale dove sono più diffusi. In particolare tra Agrigento e Palermo, dove si trovano ormai moltissime strutture ricettive create dentro i bagli. Vi segnaliamo tra le più note Casecolomba a San Vito Lo Capo (Trapani), La Casa nel Baglio a Scopello (Trapani), Baglio delle Ninfee a Capaci (Palermo)…  Ma forse il più conosciuto e amato tra tutti è il grande baglio di Villa Fegotto a Chiaramonte Gulfi (Ragusa) che vedete in foto. E se qualcuno non lo ha riconosciuto vuol dire che non ha mai visto nemmeno un episodio del “Commissario Montalbano”. Il fortunato serial, infatti, vede molte scene ambientate in questo cortile di grandi dimensioni, oggi usato anche per ricevimenti e feste private.  La struttura fu costruita intorno al XVII secolo dal barone Girolamo Landolina di Noto della Carnicera da cui passò poi alla famiglia Cannizzo e poi ai La Jacona. Baglio agricolo, le sue attività si improntarono quasi solo su agricoltura e allevamento almeno fino a metà del XX secolo. Poi ebbe molte funzioni, da locale parrocchiale a caserma, fino ad oggi in cui viene prestata al cinema e al turismo (sito qui).

Grazia Musumeci

Sicilianissima, vivo ai piedi dell'Etna e lavoro dal 1999 sia come traduttrice che come blogger. Le mie passioni, oltre la scrittura, sono la fotografia e la montagna.
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