Home » Viaggi » In Sicilia, dove “i Morti” camminano per strada

In Sicilia, dove “i Morti” camminano per strada

In realtà Halloween non ha inventato niente! Si tratta di una tradizione antica e contadina che si ritrova in forme e date diverse un po’ ovunque in Europa. Anche nella nostra Italia e precisamente nella Sicilia interna, quella che era -ed è- fortemente contadina. Prima che le tradizioni cristiane cambiassero (esattamente nell’anno 835 dC, quando il papa Gregorio II spostò la Festa dei Santi dal 13 maggio al 1 novembre), la Sicilia medievale come tutte le terre di confine viveva di tradizioni semi-pagane. Tra queste vi era la “notte delle anime” … sì, quella che i celti chiamarono Samahain e poi Halloween.

I Morti “regalano cose”

In Sicilia però si celebrava la notte tra il 1° novembre e il giorno 2, come buon auspicio per i raccolti futuri che venivano affidati alle anime dei parenti defunti.  Per “ingraziarsi” i morti gli si lasciavano le porte di casa aperte e loro, in segno di affetto, lasciavano dolci ai bambini. Un antico canto siciliano legato a questa festa recita <<Animi santi, animi santi, / Io sugnu unu e vuiautri síti tanti: / Mentri sugnu ‘ntra stu munnu di guai / Cosi di morti mittitimìnni assai.>> (anime sante, anime sante, io sono uno e voi siete tante, mentre mi trovo in questo mondo di guai, regali dei Morti lasciatemene assai). E i Morti, qui, camminano ancora… davvero! E sono tanti i “mercatini” in cui si vendono dolci buonissimi e giocattoli.

… e camminano nelle strade!

In molti paesi siciliani persiste la tradizione della “nisciuta de’ morti” (che ricorda molto i giri dei bambini in maschera per Halloween), perché si crede che  i defunti vadano in giro per la città per salutare i propri cari. A CIANCIANA (Agrigento) esiste un percorso vero e proprio dei “morti” i quali “escono dal Convento di S. Antonino dei Riformati, attraversano la piazza e arrivano al Calvario e qui, recitata una loro preghiera al Crocifisso, scendono per la via del Carmelo”. In provincia di Palermo, a Borgetto e a PARTINICO i “morti” camminano avvolti in un lenzuolo a piedi nudi e portano in mano una torcia resinosa accesa. Procedono a due a due recitando il rosario o le litanie. Fino ad alcuni decenni fa i bambini di ACIREALE (Catania) avevano paura di scendere dal letto in queste notti perché “i morti arrivano senza far rumore con scarpe di seta per eludere così la vigilanza dei venditori ai quali andranno a rubare i doni. Quindi si trasformano in formiche per entrare nelle case dei loro congiunti dalle fessure delle porte”. (FOTO CREDITS: Grazia Musumeci 2013 — Enna)

Grazia Musumeci

Sicilianissima, vivo ai piedi dell'Etna e lavoro dal 1999 sia come traduttrice che come blogger. Le mie passioni, oltre la scrittura, sono la fotografia e la montagna.

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.I campi obbligatori sono evidenziati *

*

x

Guarda anche

Elezioni Sicilia: il nuovo presidente è Musumeci

C’è voluto un giorno intero, un lentissimo spoglio di dati, ma alla fine (intorno alle ...

Condividi con un amico